La rivoluzione dell'inverno
Quando tutto si ferma, qualcosa si muove
Hai bisogno di te
hai bisogno di questo tempo
in cui non si cucina
e non si prega
si sta.Chandra Candiani
Quando tutto si ferma, qualcosa si muove: la legge della natura non sbaglia. Ma forse, ormai, abbiamo perso il rispetto dei ritmi che governano il mondo dalla notte dei tempi, credendo di aver trovato la formula magica: vietato perdere tempo, perchè il tempo è denaro. E se il tempo fosse molto di più? Se il tempo fosse possibilità, esperienza, evoluzione, vita?
Rimandare la sveglia di 5 minuti, posticipare l’invio di una mail a domani, evitare per un giorno la coda al supermercato, dimenticarsi di richiamare chi ci ha cercato, non lavare i piatti nel secchiaio, staccare il telefono presto per fare ciò che l’inverno chiede - riposare e fermarsi - sembrano anatemi del galateo contemporaneo, di quella cultura sociale che ci vuole produttivi e presenti sempre e costantemente, senza possibilità di pausa, errore e respiro.
Ma è davvero così? Io non credo, e non per partito preso, ma perchè quest’inverno mi sono concessa di svernare, grazie all’ispirazione di un libro che ti consiglio, D’inverno. Il potere del riposo e del ritiro nei momenti difficili di Katherine May (che sinceramente era nella mia libreria da almeno due inverni ma che solo a dicembre ho avuto il coraggio di leggere).
Riposare, stare nel mio guscio, fare tana - come dice la mia poetic buddy - rimanendo con lo stretto necessario. E la cosa mi piace: mi sta aiutando a vedere, a sentire, ad ascoltare me e il mondo da una prospettiva diversa. Quella ovattata dei paesaggi innevati, quella dei passi lenti nella neve, quella limpida del cielo terso nelle mattine gelate. E senza sentirmi in colpa. Magia? No: accoglienza. Di ciò che mi circonda, della saggezza della natura e della mia condizione di essere umano.
Perchè quello che abbiamo perso, secondo il filosofo Byung-Chul Han, è la contemplazione, la nostra “società della stanchezza” non sa più indugiare, esitare e stare su ciò che accade senza pensare a trasformarlo in una performance o un risultato.
Accogliere l’inverno significa oltre che dedicarsi a contemplare, abitare il cambiamento senza ostinarsi a trattenere l’autunno o volere che sia sempre estate, almeno qui da noi. Significa dare e darsi il tempo di sostare, perchè il corpo lo chiede. Proprio come accade per i campi, lasciati a maggese, tenuti a riposo per riacquistare la loro fertilità, l’inverno è necessario per custodire i semi nuovi che cresceranno.
Prova ad aprire la finestra o a uscire per un attimo dove ti trovi, chiudi gli occhi e respira profondamente. Cosa senti? L’aria gelata di questi giorni entra e rinvigorisce, ti ricorda che hai un corpo che sente, un cuore che pulsa e una mente che, sì, può anche per un momento sospendere il continuo ruminare dei pensieri e addirittura svuotarsi.
Certo, per accogliere l’inverno senza sentirsi in colpa occorre una gran dose di gentilezza verso se stessi e comprensione dei propri limiti. Perchè prendersi del tempo per sè e onorare i cicli vitali non ci rende più egoisti, ma più presenti a noi e quindi più presenti anche con gli altri.
L’inverno, come tutti i momenti di metamorfosi, è un tempo ideale per scrivere. E quando dico scrivere intendo scrivere di sè, per sè - non necessariamente scrittura creativa, anzi. Che sia un diario (sempre una buona idea per tenere traccia dei cambiamenti quotidiani e dei cicli), che siano lettere che non spedirai o poesie o brevi riflessioni, la scrittura riflessiva è una pratica che radica, che aiuta ad osservare e accogliere la trasformazione in atto, che permette di fare spazio. Proprio come l’inverno.
Questo è ciò che s’impara nell’inverno: esistono un passato, un presente e un futuro. Dopo le ceneri di un’epoca, il tempo continua a scorrere.
Katherine May
Per aiutarti a iniziare, se senti che è tempo di ascoltare ciò che l’inverno ha da dirti, ho raccolto alcuni spunti di journaling per attraversare questo tempo con più presenza. Li trovi qui. Se li utilizzi, fammi sapere se ti sono serviti e cosa hanno portato: condividere l’inverno aiuta a scaldarsi!
E poi, se vuoi proseguire l’esplorazione in un tempo condiviso, a fine gennaio ci incontreremo dal vivo per esplorare questi temi attraverso la parola, la scrittura e l’ascolto. Gli appuntamenti sono due, diversi ma complementari. Scopri i dettagli qui.
Al nostro svernare!



Lo sto leggendo anch’io! Molto profondo